segue dalla prima pagina... Bisogna dire a questo proposito che i romani si servirono di Ponza e del suo arcipelago più come luogo di deportazione che di villeggiatura.
L’isola maggiore fu dotata di impianti per la raccolta e la depurazione delle acque piovane, rese potabili da un sistema di filtri; tracce di più antiche presenze, greche, fenice e italiche sono state identificate o sospettate in varie località dell’arcipelago.
A Ponza sono visibili i resti di una cospicua villa d’epoca romana; ma la storia ricorda soprattutto gli illustri personaggi che delle isole pontine furono ospiti riluttanti, cominciando dalla figlia di Augusto, Giulia, e dalla moglie di Nerone, Ottavia, deportate a Ventotene. Negli ultimi decenni Ponza ha avuto ospiti antifascisti come Pietro Nenni e Umberto Terracini; il 25 luglio l’”ospitalità” toccò allo stesso Mussolini, poi trasferito nell’albergo di Campo Imperatore, dove lo prelevò Skorzeny.
In fondali di Ponza
Questa funzione di domicilio coatto ha per fortuna perso di rilievo: oggi a Ponza e nelle altre isole si va volontariamente a trascorrere vacanze gradevoli per una serie di validissime ragioni. Picchi, faraglioni, grotte e scogli fanno del mare di Ponza il paradiso di chi ama il mare, splendide spiagge confortano i bagnanti che sanno raggiungerle, fondali purissimi allettano i subacquei. L’isola è discretamente attrezzata per ricevere gli ospiti: ci sono alberghi di tutte le categorie oltre a pensioni, locande e case vacanze affittate da privati. I collegamenti con la terraferma sono assicurati da motonavi e aliscafi che hanno base ad Anzio e da una linea di navigazione che parte invece da Formia e raggiunge anche Ventotene. Da Napoli diversi i collegamenti giornalieri, soprattutto da giugno a settembre, che toccano Procida, Ischia, Santo Stefano, Ventotene e Ponza.
Le altre isole dell’arcipelago pontino sono meno fornite di alberghi ma sono altrettanto meritevoli di visita per le risorse naturali: in particolare Zanone e Palmarola vanno orgogliose di una flora e di una fauna difese dagli inquinamenti e soprattutto dai cacciatori abusivi. Il Wwf di Latina e la Lega per la protezione degli uccelli monitorano continuamente la popolazione di tortore, quaglie, usignoli e altri uccelli presenti nelle isole. L’isola di Palmarola dichiarata “oasi di protezione della fauna” mentre Zannone, nota per aver ospitato il marchese Camillo Casati e i suoi vivaci svaghi, è stata inclusa nel Parco nazionale del Circeo.
Al contrario di Zannone e Palmarola, che sono disabitate, Ventotene ha una sua popolazione residente di un migliaio di abitanti, raccolti in un pittoresco paese all’estremità orientale dell’isola. Spiagge, scogli e calette rendono interessante l’esplorazione delle sue coste: basta una barca in affitto.
Ai più Ventotene è nota come sede di un penitenziario che in realtà sorge nel vicino isolotto di Santo Stefano. Fu costruito per ordine di Ferdinando IV di Borbone. Nel 1860 fu abbandonata dalla guarnigione richiamata in patria da Francesco II: gli ottocento ergastolani ne approfittarono per costruire il primo regime carcerario autonomo della storia. Fra le ordinanze emanate dal nuovo “governo” una puniva il furto con la pena di morte. L’ergastolo di Santo Stefano ha cessato di accogliere ospiti nel 1965.