Ricerca rapida in Italia
località contratto prezzo min prezzo max camere categoria  
 
Tutti gli Annunci

 

Montagna: dove trovare in funghi più preziosi - Vacanze in Montagna


Le foto

  

Le nostre foreste sono le più belle del mondo per varietà di ambienti, ma nessuna potrebbe sopravvivere senza la presenza del fungo. Solo se i boschi resteranno (o ridiventeranno) ricchi di miceti colorati, privi di cartacce e immondizie, continueranno ad essere una meta o una piacevole parentesi. Sua maestà il porcino, al quale è stata affiancata una gran varietà multicolore di principi e regine (si chiamano finferli o mazze di tamburo, colombine o betullini, steccherini od orecchiette) attira più turisti del Colosseo. C’è chi attende pigramente l’ora del pranzo per gustarli in qualche trattoria e c’è chi li cerca ostinatamente fin dal levar del sole, percorrendo in lungo e in largo la nostra penisola. Seguiamoli, in un ideale giro d’Italia di un mese: una meta al giorno. Partiamo da Champoluc in Val d’Aosta, dove spuntano porcini e laricini tra larici, abeti e pini; saltiamo tutto il Piemonte e facciamo invece tappa in Liguria: prima in valle Argentina verso Triora, dove cresce un po’ di tutto, ma val la pena cercare i “ciuca lotti” (Tricholoma portenstosum), poi sul Monte Beigua, dove man mano che si sale d’altitudine cambia il tipo di bosco e il tipo di fungo da cercare; infine, dopo Sestri Levante, a Punta Manara, alla ricerca di veri e propri tappeti di “finferle” nelle pinete a strapiombo sul mare. Abbandoniamo la costa per il passo di Lagastrello alla ricerca di porcini sotto i faggi, poi raggiungiamo l’Abetone, dove troveremo ogni ben di Dio su ambedue i versanti. Piegando verso Firenze e poi salendo in una delle più belle foreste d’Italia, intorno all’abbazia di Vallombrosa, faremo addirittura lo slalom tra porcini e “cimballi” (Clitocybe geotropa). 
 
 

 
Ritorniamo a valle, verso Sud: tra i vigneti del Chianti, per esempio a Tavarnelle Val di Pesa, in mezzo a querce e pini troveremo boleti, clitocybe e tricholomi in quantità.
Ancora più a Sud e, sul mare, all’Uccellina, rispettiamo le regole del parco ma guardiamoci intorno più che “raccogliere”: ne val la pena. Tornando all’interno, sul Trasimeno a Castiglione del Lago, faremo incetta di porcini neri, poi, più a Sud verso Roma, ci arrampichiamo sul Monte Soratte, con ogni sorta di specie pregiate.
In Ciociaria conviene fare una proficua puntata tra Fiuggi e Trevi, quindi una lunghissima tappa fino a Lagonegro, in Basilicata, nelle cui pinete potremo riempire il baule dell’auto di pinaroli. Un’altra tappa, lunghissima, per raggiungere l’Aspromonte, il regno d’ogni sorga di boleti, tutti di enormi dimensioni. Risaliamo fino al Gargano ed esattamente fino alla Foresta Umbra, dove cercheremo ovoli e porcini, praticamente al buio, tanto il bosco è fitto e ombroso. Poi a Palmoli in provincia di Chieti: sotto le querce ai piedi del paese si trovano finferli e manine.
Le Marche, prima nei dintorni di Recanati, poi a Carpegna, sono il paradiso dei boleti. Seguendo il mare, raggiungiamo il gran Boscone della Mesola, alle foci del Po: una tappeto di porcini e amanite si presenta ai nostri occhi, ma…guai a raccoglierli. Val la pena, però, vederli . Seguendo il mare due ambienti diversissimi: la pineta di Lignano dove si trovano pinaroli e sanguigni, e il Carso triestino, dove se non c’è la bora, si trova un po’ di tutto.
Riguardiamo le Alpi, passando prima per il bosco del Cansiglio, sopra Vittorio Veneto (anche qui la legge impone di guardare ma non toccare, ma è un posto dove si può imparare molto), poi Auronzo di Cadore e la stupenda Val Visdende, alle sorgenti del Piave, dove non manca proprio niente. Una lunga tappa e poi da Bolzano ai laghi di Monticolo, definito dai micologi di tutta Europa il più ricco bosco di funghi del continente (ma anche qui è proibito raccoglierli). In Trentino, prima a Baselga di Piné, poi a Folgaria, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta tra porcini, finferle, finferli e morette. Cambiamo regione e cerchiamo porcini e porcinelli, prima sul passo dell’Aprica, poi in Valtellina tra Morbegno e Bagni di Masino. Secendiamo in Padania. Altre due sorprese ci attendono: Appiano Gentile, dove tra pini e castagni abbondano il profumatissimo Boletus badius e il Tricholoma portentosum, e il Brinzio, dove avremo ancora la possibilità di cogliere un po’ di tutto. 
 
Dopo questa rapida carrellata è opportuno soffermarsi su alcune varietà ben specifiche, che per le loro caratteristiche si sono meritate il marchio d.o.c.
Alcune delle nostre foreste, infatti, per un loro inspiegabile segreto, ci regalano funghi che hanno quel tocco in più, quel profumo e sapore tipici che li rende veri e propri funghi a denominazione d’origine. Vediamoli:
Il porcino del passo Rolle: nella parte alta del parco naturale di Paneveggio crescono i Boletus edulis più profumati d’Italia e anche i più grossi, sani. Tra le specie di boleti dal noto profumo, la carne bianca immutabile al taglio, il gambo decorato da un reticolo (in pratica i cosiddetti porcini), il Boletus edulis è quello con cappello viscido e umido e gambo bianco; non è normalmente un porcino tra i più profumati, ma in questa zona, quando nasce al sole fra i mirtilli, fa eccezione ed il suo aroma si sente a distanza mentre ci si avvicina al suggestivo rifugio dei laghetti di Colbricon. Il rifugio si raggiunge a piedi da Malga Rolle, a due tornanti dal Passo, mentre i funghi li avremo cercati prima sul versante opposto rispetto alla strada statale (sopra Malga Juribello).
Il porcino di Berceto: tra Borgotaro e la Cisa è zona di funghi da esportazione. Negli Stati Uniti pretendono che i funghi secchi made in Italy vengano solo da qui. In effetti il Boletus reticulatus (il porcino con cappello asciutto e gambo ocraceo interamente rivestito da un reticolo più evidente che nei simili) dei castagneti e dei querceti di qui è un concentrato di aromi senza pari: possiamo senza tema di smentita definirlo il miglior porcino del mondo.
Il finferlo di Brunico e Canal S. Bovo: è forse il più conosciuto d’Europa, quello raccolto con meno sospetti in ogni valle del Nord e del Sud. Si tratta del Cantharellus cibarius, conosciuto come finferlo o gallinaccio, un piccolo imbuto frastagliato e carnoso decisamente inconfondibile, un concentrato di sapore adatto alle ricerche più fantasiose. I più saporiti, con enorme distacco sugli esemplari appenninici, vengono dall’Alto Adige, in particolare dalla zona di Brunico, o dalla val Vanoi a Canal S. Bovo.  
La finferla del mercato di Trento: al fungo di prima lo accomuna il genere e l’eccellente qualità ed ecletticità in cucina. Ma il Cantharellus lutescens o finferla, pur crescendo a tappeto tutto i boschi di conifere d’Italia e pur essendo inconfondibile con miceti tossici, è apprezzato per tradizione solo dai Trentini. Vale la pena visitare nelle prime ore del mattino il mercato dei funghi di Trento, l’unico in Italia dove si possono vedere cassette multicolori di funghi misti appartenenti a centinaia di specie, e dove fanno bella mostra montagne di finferle (a prezzi anche piuttosto alti).
Poi nei ristoranti delle stupende valli a ridosso della città si possono sempre gustare le finferle frammischiate un po’ con tutto: con la cacciagione o col riso, con la pasta o con il pesce.
I piopparelli della Val Padana: basta percorrere una qualsiasi strada sulla direttrice Milano-Pavia-Piacenza-Cremona-Mantova, allontanarsi dai punti dove tutto è inquinato dai gasi di scarico e guardare un po’ in giù. Ai piedi dei pioppi o sulle ferite lungo il tronco appaiono cespi di miceti carnosi e profumati, i piopparelli o Agrocybe aegirita. Sono il meglio, il non plus ultra dei funghi in cucina.
Il Boletus impolitus di Cecina: ha il portamento di un porcino, la carne biancastra immutabile al taglio, il gambo privo di reticolo, un odore di acido fenico nella parte bassa del gambo. Sapere riconoscere il Boletus impolitus frequente nella macchie intorno a Cecina è un privilegio perché, eliminato il piede del gambo, il resto del fungo è squisito; eccezionale se usato per fare un consommé, superiore per gusto al miglior brodo di carne.
Il Cardulinu ‘e murdegu di Gonnosfandadiga: a una quarantina di chilometri da Oristano c’è questa località ai piedi del monte Linas. Qui, tra immensi altipiani di cespugli di cisti frammischiati alle sughere, è un vero paradiso di porcini e pregiatissimi ovoli, ma i locali cercano una sola specie: il Boletus sardous o cardulinu ‘e murdegu (che in sardo significa cisto), simile ad un piccolo porcino con la carne arancione al taglio. E’ delizioso cotto su brace di legna avvolto nel lardo.
Le bavose della Sila: dalla Sila si sa, arriva sui mercati del Nord un gran numero di porcini, ovoli, sanguigni (Lactarius sanguifluus, che qui chiamano rositi), pinaroli (il Boletus luteus, che qui chiamano bavose). Mentre i porcini calabresi non sono di qualità pregiata, e gli ovoli sono per i più una chimera, i rositi e le bavose crescono nelle pinete di questa zona più buoni che in ogni altra parte del globo.
La Fungia ra carrua del Ragusano: il Polyporus sulfureus è uno di quei funghi che crescono a terrazze sui tronchi e che a maturità ha consistenza suberosa. Si distingue per il bel colore giallo vivo. In tutta Italia è ignorato e non gode di gran stima gastronomica, ma nei dintorni di Ragusa (e solo qui) ha l’abitudine di parassitare il carrubo, dove cresce appetitosissimo. Gli esemplari giovani e teneri hanno prezzi da capogiro sui mercati locali; sono usati come squisite farciture per focacce.
 
da



pubblica un annuncio


logo Servizi Esclusivi


Gli ultimi annunci inseriti

 Quattro locali in zona Citt Studi APPARTAMENTO
Quattro locali in zona Citt Studi a Milano

Nuda proprieta' appartamento al piano intermedio di mq.150: ingresso, ...

 MARTELLAGO AFFITTO CAPANNONE 500 MQ CAPANNONE IND.LE
MARTELLAGO AFFITTO CAPANNONE 500 MQ a Olmo

Privato affitta a olmo di martellago ottimo capannone artigianale in...

   VILLINO MARGIO' SULLA COSTA SALENTINA   CASA VACANZE
VILLINO MARGIO' SULLA COSTA SALENTINA a San Pietro Vernotico

Stagione balneare luglio agosto 2014. nel verde del suo giardino,...

 Posto auto in zona Lambrate Rombon GARAGE-POSTO AUTO
Posto auto in zona Lambrate Rombon a Milano

In nuovo condominio ampio posto auto scoperto all'interno del cancello...

 Posto auto in zona Lambrate Rombon APPARTAMENTO
Posto auto in zona Lambrate Rombon a Milano

In nuovo condominio ampio posto auto scoperto all'interno del cancello...

  Laboratorio a 400 Mt MM e MM Vimodrone  ATTIVITA COMM.LE
Laboratorio a 400 Mt MM e MM Vimodrone a Cologno Monzese

Laboratorio, seminterrato, ex locale di culto, luminoso,...

Laboratorio a 400 Mt MM Cologno e MM Vimodrone ATTIVITA COMM.LE
Laboratorio a 400 Mt MM Cologno e MM Vimodrone

Laboratorio, seminterrato, ex locale di culto, luminoso,...

Trilocale Vizzolo Predabissi APPARTAMENTO
Trilocale Vizzolo Predabissi

Trilocale con terrazzino di mq. 12 composto da: ingresso, ...

 Trilocale in zona Loreto APPARTAMENTO
Trilocale in zona Loreto a Milano

Appartamento composto da: ingresso, soggiorno, cucina abit. arredata,...

Bilocale a Redecesio di Segrate zona Minerva APPARTAMENTO
Bilocale a Redecesio di Segrate zona Minerva

Appartamento composto da: ingresso, soggiorno, cucina abit., ...






CM - ININFO -   P. Iva 03476750272   - info@casamestre.it
© copyright CM 2014 - Powered By BSS